Perché ho deciso di non fare CELI/CILS/PLIDA?


In breve, perché è già una prova di pazienza iscriversi, e io non lo passo.

CELI, CILS e PLIDA sono gli esami che certificano la conoscenza dell’italiano come lingua straniera. Io volevo da qualche tempo farne uno, anche se non mi servisse nel breve termine, tanto che potrebbe essere utile nel caso che io trovassi, non so, una inaspettata occasione di laurea magistrale in Italia, una borsa di studio, ecc. Però, arrivato il momento di iscrivermi, adesso penso che meglio lasciar perdere, che è un esame in se stesso potersi iscrivere.

In Istanbul esistono due istituzioni dove si fanno regolarmente questi esami: Istituto Italiano di Cultura, dove si può fare la CELI, due volte all’anno, e Firenze Eğitim che invece offre la CILS. Ci sarà anche il ‘Comitato di Istanbul’ della Società Dante Alighieri, però sul loro sito web che era linkato da quello di PLIDA non c’era altro che delle pubblicità pornografiche e dei servizi accompangatrice, quindi probabilmente è ormai chiuso il comitato e alla Società non interessava nemmeno mantenere il domain o almeno rimuovere il link dalla loro pagina elenco centri certificatori, quindi, posso ignorare PLIDA senza scrupolo. Vi sono altri sedi di CILS, ma sono scuole medie private e non mi sembrano di fare regolarmente gli esami, e inoltre, non lo fanno nei mesi prossimi.

Infatti, io avevo deciso da molto tempo di fare la CELI poiché il governo turco lo riconosce ed è possibile utilizzarlo al posto dello YDS italiano, parte di un gruppo di esami per la conoscenza delle diverse lingue staniere, alla cui sessione primaverile mi ero già iscritto, ma che avevo dovuto saltare perché era ad Ankara, ed io avevo altre cose da fare apparse all’ultimo momento. Quindi CELI era l’opzione logica, e io da qualche mese aspettavo che arrivasse il periodo delle iscrizioni. Ed è arrivato.

Sul sito web della IIC diceva che si deve chiamare loro per telefono e richiedere le indicazioni per pagamento. E gli ho chiamato. E mi chiedono di dargli il mio indirizzo e-mail, per telefono! Comunque, ci proviamo, ma poiché il mio indirizzo è self@ il mio domain name, e non un indirizzo Gmail, il mio interlocutore mi detta invece l’email dell’IIC e mi chiede di mandarvi un’email con l’oggetto ‘CELI’. Accetto. A quel punto penso: questo indirizzo si trovava già sul sito web, avevo perfino fatto riservazioni usandolo, perché non chiedere allora di mandare un e-mail invece della telefonata? Vabbé, mando un e-mail, mi arriva la risposta, con dettagli bancari e delle indicazioni: devo pagare 50 euro, non lire turche, euro, anche se ci troviamo in una città che fa parte della Repubblica di Turchia da quasi cent’anni, ad un conto appartenente all’IIC Istanbul, attraverso una rimessa diretta, e con sulla distinta di pagamento scritti il mio nome e il livello che voglio fare. Quindi, i miei opzioni: fare la rimessa attraverso una filiale di una banca, e pagare 50 lire extra per il trasferimento, o usare un bancomat e pagare 2 o 3 lire. È ovvio quale scegliere, no? Ma, non posso, perché non mi hanno mandato il numero d’identificazione fiscale, che serve per effettuare un pagamento online o attraverso un bancomat, e poi anche perché io non ho un conto in euro, devo far aprirne uno, cambiare circa duecentocinquanta lire in euro, depositare il conto euro, e effettuare la rimessa. E poi devo andare alla banca per far stampare la distinta, e, E, portarla in persona all’IIC.

E come se non bastasse questo fiasco di pagamento: devo sapere e sciegliere io quale livello fare. E com’è che lo so io? Non devono stabilire loro che livello sono io a secondo delle risultati delle diverse prove che andrò a fare? Beh, almeno, in IELTS è cosi: si fa l’esame, poi, dopo tredici giorni, mandano un diploma che dice che livello CEFR ho potuto ottenere. Ma per la CELI, e anche per la CILS, devo io sapere prima di iscrivermi che livello voglio o posso fare. E iscrivermi per quel livello. Io penso di avere una conoscenza dell’italiano al livello B2, ma sono molto meglio a comprensione scritta che a parlare. E se mi iscrivo per il livello C1, e non lo passo, non mi danno un diploma di livello B2, sono stato bocciato, devo aspettare sei mesi, fino alla sessione prossima per riprovarci. E CILS costa diversamente per ogni livello, €50 per il B1, €60 per il B2, ecc. E i risultati quando arrivano? Tre mesi dopo l’esame nel caso di CELI (che vuol dire per me l’agosto venturo), e due-quattro mesi dopo l’esame per la CILS.

Ho fatto IELTS il febbraio scorso. Ho compilato un modulo e ho pagato 660 lire, entrambi online, e ho inviato una scansione del mio documento, anche online. Tutto fatto. E prima, quando cercavo informazioni, ce n’era in abbondanza. Mi hanno comunicato per e-mail le sedi e le date delle sessioni (la data e la sede dell’esame scritto erano diverse di quello orale). Inoltre, l’esame si fa ogni mese, molteplici volte. E sul sito per le iscrizioni si può vedere se vi sono rimasti dei posti disponibili, una cosa che non posso che indovinare con gli esami italiani. E esattamente tredici giorni dopo l’esame, arrivano gli risultati. Nella sessione scritta c’erano almeno due o tre cento persone che facevano l’IELTS, e quella non era l’unica a Istanbul, e non era l’unica in Turchia, o nel mondo. Centinaia di migliaia lo prendono ogni anno. E le ricerche da parte, non ho dovuto spendere piú di un quindicina di minuti per iscrivermi, e non ho dovuto lasciare la mia sedia.

Io questo non lo sopporto, veramente. Sono io che pago, e sono pure io che devo poi fare una gita della città per iscrivermi. Almeno forse poiché la CILS è fatta da una società privata il processo sarà piú facile, quindi forse se mi parrà che ci sarà bisogno, faccio quella. Tuttavia mi laureo tra qualche settimana nella filologia italiana, un corso universitario insegnato maggior parte in italiano, dunque almeno non sono senza nessuna prova della mia conoscenza dell’italiano, e almeno non devo per forza sopportare questo tormento.